Dal 4 maggio 2020 le mascherine sono diventate obbligatorie nei luoghi chiusi e all’aperto, quando non sia possibile tenere la distanza di un metro. È quanto disposto dal decreto ministeriale del 26 aprile 2020 sulla Fase 2 dell’emergenza Covid-19. Indossarla garantisce protezione, in misura variabile, per sé e per gli altri. 

Ma come reagisce la pelle durante e dopo l’uso quotidiano? In genere, le mascherine creano una maggiore umidità sul viso, a causa del vapore acqueo della respirazione che si condensa. Questo può comportare una maggiore tendenza della pelle ad accumulare impurità e a mostrare imperfezioni, visto che sotto la mascherina è più facile si accumulino sebo e sudore.

In caso di problemi epidermici preesistenti, come: acne, rosacea e dermatite seborroica, il mix di calore e umidità dati dalla mascherina può esacerbarli. Il contatto con le fibre sintetiche e i TNT può irritare, inoltre, le pelli più sensibili, inoltre, possono irritarsi. In alcuni rari casi, si possono manifestare reazioni allergiche ai materiali che compongono le mascherine.

Cosa fare contro le irritazioni procurate dalle mascherine?

Il consiglio è di usare creme lenitive come quelle che si usano per calmare i rossori da scottatura, reperibili in farmacia. Si applicano la sera, dopo l’uso della mascherina. Se invece l’irritazione è più importante, manifestandosi come un’escoriazione, è bene applicare una crema antibiotica e poi coprire la zona lesionata con un cerottino. In caso di allergie da contatto, invece, è meglio rivolgersi al medico che saprà prescrivere la terapia adeguata.

Come curare la pelle per evitare i “danni” di sudore e sebo?

Di giorno è meglio evitare creme dalla consistenza grassa, che opprimerebbero una pelle già “soffocata” dalla mascherina. Si consiglia quindi di usare fluidi idranti molto leggeri dalla consistenza liquida e che si assorbono in fretta. A casa poi si potrà rinnovare l’applicazione. ll trucco? L’ideale è lasciar perdere fondotinta, fard e ciprie: non solo sporcherebbero la mascherina, alterandone la capacità filtrante ma diventerebbero terreno fertile per l’accumulo di impurità, con la conseguenza di imperfezioni, brufoli e punti neri.

Se si avverte la pelle del viso più grassa del solito, si consiglia di dedicare più attenzione alla detersione quotidiana con detergenti schiumogeni e scrub settimanali, sempre nel rispetto del ph epidermico. 

In caso di dermatite seborroica, l’uso prolungato della mascherina può agevolarne il ritorno: in questo caso, oltre a seguire le indicazioni fornite dal proprio dermatologo, può essere utile spalmare delicatamente le parti interessate con un velo leggero di crema contenente alukina, un composto naturale la cui azione lenitiva, emolliente e sebostatica, favorisce la riduzione dello stato irritativo della cute.

La pulizia della mascherina può irritare la pelle?

Le mascherine chirurgiche e i respiratori Ffp2 e Ffp3 sono prodotti monouso, tuttavia in caso di carenza, è possibile riutilizzarle per brevi 2-3 giorno dopo averne controllato l’integrità. Si possono disinfettare lasciandole in un sacchetto pulito o all’aria per qualche giorno o con uno spray disinfettante idroalcolico al 70%. Attenzione a non utilizzare sostanze tossiche che poi verrebbero inalate, oltre a far male alla pelle!

 

[Foto di Pille-Riin Priske su Unsplash]